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Mecenatenft su Opensea

Mecenate.online, il progetto che nasce con l’intento di promuovere sul mercato globale artisti italiani di nascita o di formazione, conferma il suo essere all’avanguardia anche grazie all’utilizzo inedito e originale di uno dei “plus” informatici del momento, gli NFT.


Gli NFT, ovvero Non Fungible Token, sono contratti elettronici realizzati all’interno di una blockchain, una catena di controllo che convalida i dati che vengono inserirti, e crea uno “smart contract” indissolubile e immodificabile.

Nel mondo dell’arte, ad oggi sono stati creati NFT su opere digitali: vengono creati file, e gli NFT ne certificano l’immutabilità nel tempo.

L’operazione che sta creando mecenate è controtendenza: “noi leghiamo a livello digitale l’opera fisica – sottolinea Antonino Petralia, fondatore di Mecenate -: partendo da un quadro reale, creiamo il certificato elettronico (grazie a una serie di dati che certificano esattamente “quel” quadro, dalle misure alla tecnica ad altri parametri), e leghiamo in maniera indissolubile il fisico al digitale. Lo facciamo sulle opere fisiche, che il collezionista può avere anche sulla propria parete. Così l’appassionato può godere fisicamente del quadro, ma fare anche un investimento tecnologico garantito”.

Il procedimento presuppone anche possibili varianti: l’acquirente può decidere di acquistare solo il quadro e non il suo l’NFT (che resta di proprietà di mecenate), oppure di comprare anche il certificato elettronico (facendo un investimento ulteriore).

“La vera forza degli NFT in questo campo è il rendere più semplice l’indicizzazione delle opere – continua Petralia -. E’ un passo per costruire al meglio la storia dell’arte contemporanea: così si possono storicizzare le opere, senza andare da un notaio ma usando la tecnologia. E noi siamo i primi in Italia a storicizzare l’NFT: ci stiamo lavorando già da due anni, e oggi cominciamo a farlo su quadri degli autori che partecipano a mecenate”.

Per cui, collaborare con mecenate.online offre una garanzia in più: ai pittori, per storicizzare le loro opere, e agli investitori, che acquisteranno solo opere certificate.

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