Lisandro Ramacciotti

Lisando Ramacciotti testimone di Mecenate.online

Sono le donne – donne eleganti, emancipate, sempre diverse anche se così legate dallo stesso tratto – le protagoniste principali della pittura di Lisando Ramacciotti. Un artista che dalla natia Versilia è cresciuto artisticamente allargando le sue esperienze in varie parti d’Italia: da Firenze (dove ha collaborato a lungo con la prestigiosa Galleria Spagnoli) a Roma, da Torino a Venezia, a Punta Marina nel ravennate dove ha inaugurato, alcuni anni fa, un nuovo prolifico spazio artistico. Fino ad ottenere giusti riconoscimenti anche in Europa: con personali a Parigi, inviti a mostre di Stato in Bulgaria, opere esposte in musei d’arte moderna in Danimarca… Ovunque, da quarant’anni, sempre donne. “Quella collezione cangiante di figure femminili rappresenta in realtà una sola, la Donna; creatura di un altro regno che è cresciuta man mano negli anfratti del suo animo d’artista”, ha scritto di lui il critico Claudio Bertolini, presentandolo a Parigi. E aggiungendo: “Nella pittura di Lisandro non cercate i segni evidenti del fluire del tempo perché non ci sono. Le sue tele e i suoi cartoni son come i fotogrammi di un film con la macchina da presa rivolta all’interno verso il corpo delle ragazze, punta sul cuore di loro”. Un’arte senza tempo, lucidissima, perfettamente radicata nella tradizione italica ma aperta al mondo, com’è nella filosofia di Mecenate. E pronta ad altre commistioni con la nostra cultura, come ad esempio la grande gastronomia: non a caso, Ramacciotti è presente anche nel volume “L’arte in cucina – Gli artisti incontrano gli chef” edito da Giorgio Mondadori. Perché l’arte è ovunque, è “la rappresentazione del locale nel globale”, come dice Piero Bassetti

Articolo a cura di Vincenzo Gordini